DISCLAIMER: Da quando esiste questo spazio, lo so, non hai mai ricevuto una newsletter vera e propria, piuttosto una serie di articoli sporadici riguardanti perlopiù riflessioni su letture. Da questo 31 dicembre mi piacerebbe però iniziare a scrivere (anche) una newsletter, a cadenza mensile, in cui raccontare in maniera più o meno leggera le mie letture, i film visti, i luoghi visitati ed eventuali scoperte del mese: insomma, una sorta di piccola lettera aperta contenente novità interessanti, si spera. Mi accompagni in questo viaggio? Lascia un feedback se lo desideri, ti leggo con piacere!
Riassumere un intero anno in una newsletter non è affatto semplice, ma oggi, otto dicembre, invece di addobbare casa ho deciso di imbarcarmi in quest’impresa che, chissà, forse non vedrà mai luce e resterà a marcire nelle bozze come tante altre? Auguriamoci di no. Malgrado manchino un bel po’ di giorni alla fine dell’anno, e proprio oggi abbia iniziato a leggere un romanzo che mi ha completamente rapita1, mi porto avanti con il lavoro: tiriamo le somme del 2024.
Letture
Quest’anno ho letto 68 libri, molti più del solito, grazie anche al timido approccio agli audiolibri che ho sperimentato quest’anno e ai numerosi ebook ai quali ho potuto dedicarmi in qualunque momento morto della giornata - viaggi in treno, perlopiù.
Riducendo all’osso i titoli, e senza un ordine gerarchico di gradimento, ecco la lista dei migliori libri capitati sul mio comodino nel 2024!
Crying in H Mart, Michelle Zauner (2021)
A gennaio sono partita col botto: questo audiolibro mi ha commossa moltissimo e mi ha ricordato uno dei miei libri preferiti, ovvero La Straniera di Claudia Durastanti. Gli ingredienti di questo memoir sono perfetti per i miei gusti: famiglia, questione linguistica, concetto di radici.
Ah, e poi non mi emozionavano così tanto i supermercati da Guarda le luci, amore mio di Ernaux! Qui il reel su Instagram.
La stanza di Giovanni, James Baldwin (1956)
Febbraio, ho scoperto finalmente James Baldwin. Ho letto prima la raccolta di saggi Nessuno sa il mio nome, poi mi sono immersa ne La stanza di Giovanni. Sapevo di trovarmi di fronte un capolavoro, ma non potevo immaginare mi avrebbe presa in maniera così intensa:
Il sentiero dei nidi di ragno, Italo Calvino (1947)
Un classico del Novecento italiano al quale desideravo avvicinarmi da tempo: ho scelto di attendere la primavera, le giornate tiepide che portano al 25 aprile. L’anniversario della Liberazione d’Italia si festeggia (anche) leggendo la letteratura sulla Resistenza, quest’anno mi ha fatto compagnia uno dei primissimi romanzi scritti sul tema.
Autobiogrammatica, Tommaso Giartosio (2024)
Questo libro l’ho amato, sul serio, tutto quanto. Un libro curioso sin dal titolo, commovente e divertente (e quanto è difficile per un libro essere così divertente?!), il riassunto linguistico della gioventù dell’autore. Insomma, come Crying in H Mart, ma ironico e folle.
È arrivato finalista al Premio Strega, tuttavia ingiustamente poco letto e chiacchierato. Per me foooorse il preferito di quest’anno. Se ti incuriosisce puoi leggere il mio articolo su Universo Letterario (e poi correre in libreria!).
Oliva Denaro, Viola Ardone (2021)
Avevo già amato Il treno dei bambini qualche anno fa, questo settembre l’ho trascorso cullata tra le parole di Viola Ardone. In questo romanzo viene raccontata, in maniera romanzata, la vicenda di Franca Viola, colei grazie al quale nacque un precedente fondamentale che porterà alla rimozione del delitto d’onore. Fa impressione - e rabbia, infinita rabbia - pensare che questo reato sia stato abrogato soltanto nel 1981.
Di questo libro non ho scritto nulla da nessuna parte. Perché? Perché mi è piaciuto troppo.
Il nostro meglio, Alessio Forgione (2021)
Alessio Forgione è nell’Olimpo dei miei autori preferiti sin dal suo esordio con Napoli mon amour, mi limito a dire questo. Leggetelo. Qui il mio umile commento su Goodreads.
Proteggimi, Jacqueline Woodson (2018)
Jacqueline Woodson l’ho scoperta per caso e non la lascio più! Autrice perlopiù di letteratura per l’infanzia e per ragazzi, ha scritto un romanzo che vale più di un saggio: Proteggimi affronta il tema del razzismo negli Stati Uniti degli ultimi anni sotto vari aspetti, senza mai essere retorico. Dovrebbe essere letto nelle scuole. A novembre ne ho scritto su Universo Letterario.
The flirtation of girls / Ghazal el-Banat, Sara M. Saleh (2023)
Infine, un’antologia poetica letta durante la readpalestineweek: mi ha dilaniata.
Film
Grazie all’abbonamento a MUBI, alle perle scovate su RaiPlay e alle serate al cinema, quest’anno ho visto tantissime perle cinematografiche. Ho recuperato tanto di Varda, Demy e Rohmer, ho scoperto il talento di Rohrwacher, ho riconfermato il mio amore per alcuni registi.
Questa una lista e sicuramente ho dimenticato qualcosa dei film e cortometraggi che ho amato nel 2024.
Great freedom, Sebastian Meise (2021). Una storia queer.
Babysitter, Monia Chokri (2022). Questo film mi ha fatto impazzire perché è geniale, tutto.
Blind spot, Claudia von Alemann (1981). “Bring me back my body to me, to me!”
La pointe courte, Agnès Varda (1955). Meravigliosa e impeccabile sin dal suo esordio.
Les demoiselles de Rochefort, Jacques Demy (1967). Incredibile il modo in cui distrae lo spettatore con musiche, balli e colori pastello mentre parla di guerra.
Jacquot de Nantes, Agnès Varda (1991). Questo film insegna cosa vuol dire davvero amare.
Vagabond, Agnès Varda (1985). Impietoso.
Corpo celeste, Alice Rohrwacher (2011). Amatissimo! L’ho commentato qui.
Le pupille, Alice Rohrwacher (2022). Ribelle e bellissimo.
When I saw you, Annemarie Jacir (2012). Perché non è cominciata il 7 ottobre.
L’amour l’après-midi, Éric Rohmer (1972). Sconvolta dal finale.
Parthenope, Paolo Sorrentino (2024). Sì.
Fremont, Babak Jalali (2023). Straziante e bellissimo.
Napoli - New York, Gabriele Salvatores (2024). Mi ha completamente assorta e commossa
del tipo che sentivo il cuore denso di gioia e amore per la vita, quella sensazione lì ♡.
Cose belle
Oltre ai libri e ai film c’è stato tanto altro in questo 2024, ed è importante tenere a mente il bello che si è vissuto. Le vicende private le tengo per me, come dev’essere, ma alcune cose voglio condividerle, ad esempio queste.
Le lezioni di scrittura, anche se solo online, perché mi hanno insegnato ad osservare e mi hanno dato la spinta di cui necessitavo
e di cui spesso ho bisogno ancora oggi.La prima collaborazione con una casa editrice, dalla quale è nato questo articolo su Marguerite Duras.
Napoli, tutta, e in particolare la Libreria Dante & Descartes: io sono stata nella sede in Piazza del Gesù Nuovo, ho acquistato un racconto di un autore napoletano che amo molto, Raffaele La Capria2.
L’incontro con Claudia Durastanti per l’uscita del suo ultimo romanzo, Missitalia, nel Polo Bibliotecario di Potenza: ascoltarla raccontare delle brigantesse del suo romanzo e della lucanità di cui è intriso mi ha emozionata inenarrabilmente. Quando mi ha autografato la copia appena acquistata mi ha intimato: «Quando avrai terminato il libro capirai il significato di questa domanda. Impiegaci tutto il tempo necessario per leggerlo, non farlo di fretta. Poi capirai.»
La gita a Monopoli per assistere alla penultima data di Una cosetta così, lo spettacolo, monologo, concerto, seduta di terapia di gruppo di Ghemon: se non sai di cosa sto parlando, puoi averne un piccolo assaggio ascoltando POV e Sindrome di Stoccolma.
Concludo questa newsletter sperando di riuscire a mantenerla in vita senza farne troppi drammi, il che è tra i miei buoni propositi dell’anno come quello di leggere più classici e scrivere di più, chissà se un giorno avrò il coraggio di pubblicare qui un racconto!.
Dalla bolla è tutto, ci ritroviamo a gennaio.
Buon 2025! ♡
L’inverno del nostro scontento di John Steinbeck (1961). L’ho concluso il 23 dicembre, mi è piaciuto moltissimo! Se ti incuriosisce saperne di più, trovi il post dedicato a questo link.
Fun fact: non avrei mai scoperto questo autore e il suo capolavoro, Ferito a morte, se Forgione non ne avesse parlato in Napoli mon amour! Inoltre ho scelto di chiudere l’anno proprio leggendo una sua raccolta di racconti, si intitola La neve sul Vesuvio.











Approvo ovviamente l’idea della neswletter mensile, andhe io vorrei apportare qualche novità alle mie pubblicazioni. Speriamo che l’anno nuovo ci porti tante novità. Intanto: buon anno 🥰 ci leggiamo nel 2025!