January. It was all things. And it was one thing, like a solid door. Its cold sealed the city in a gray capsule. January was moments, and January was a year.
– The price of salt, Patricia Highsmith
Mi sono affacciata all’anno nuovo con pochi buoni propositi e aspettative: tentare di ridurre o rimuovere alcuni vizi; imparare finalmente a guidare1; dedicare un po’ di tempo in più alla lettura, soprattutto di classici e saggi; essere costante con questa newsletter; realizzare il mio sogno di bambina.
Sì, lo so, l’ultimo punto è incredibilmente ambizioso, ma, come ti ho raccontato nell’ultima newsletter, durante l’ultima metà del 2025 mi è capitata un’occasione imperdibile e splendida – fatico ancora a credere che sia accaduto proprio a me! – e mi ci sono lanciata, interfacciandomi con una delle mie paure più grandi: scoprire che, ciò che ho creduto di essere per tutta la vita, non sono. Dunque ho affrontato quel sentimento – ricordi? Ti avevo parlato del θαυμάζειν – e, com’era già accaduto proprio dieci anni fa, sono dolcemente approdata al mio sogno.
La lezione è sempre una sola: buttarsi a capofitto e sapere portare la pena.
– Il mestiere di vivere, Cesare Pavese
Benché sappia che la strada è ancora in salita e realizzare pienamente quel sogno richiederà ancora tempo e prove sempre più complesse, sono felice di sapere che a breve metterò il primo tassello concreto per raggiungerlo, mostrandomi al mondo con un compagno di viaggio straordinario e con l’idea di quella collina che mi accompagna da quando avevo solo quattro anni.
Cose belle di gennaio
Tra gli ultimi festeggiamenti delle vacanze natalizie e gli impegni urgenti di inizio d’anno, devo ammettere di aver un po’ trascurato la lettura, inoltre il mio libro ponte non è stato di grande aiuto, anzi, mi ha molto rallentata perché bellissimo, ma straziante. Bambini nel tempo di Ian McEwan racconta di un incidente di straordinaria ordinarietà che tuttavia è una tragedia che sconvolge la vita dei protagonisti. Come continuare a vivere dopo un errore di distrazione di quella portata? McEwan racconta in queste pagine una storia crudele con uno stile elegante e letterario, regalando al lettore un finale inaspettato, crudo e dolce.
Subito dopo ho sentito il bisogno di qualcosa di meno impegnativo e, soprattutto, di meno triste2, dunque ho trascorso un paio di giorni in compagnia del mio artista preferito da sempre, Ghemon, e la sua ultima pubblicazione che mi è stata regalata questo Natale, ovvero Nessuno è una cosa sola. Dentro quelle pagine ho trovato esattamente ciò di cui avevo bisogno, compresa una spinta a non mollare nonostante le difficoltà e la paura.
Conclusasi anche l’epifania sono tornata tra le parole di Cesare Pavese, rileggendo i suoi Racconti in un’edizione degli anni ‘60 divisa in due volumi. È una rilettura lenta, al momento sono quasi a metà del secondo volume. Alcuni racconti li ricordavo bene, altri meno ed è meraviglioso riuscire a trovarci sempre qualcosa di nuovo e inaspettato, molteplici collegamenti con altri scritti dell’autore nonostante qui la voce di Pavese sia profondamente diversa rispetto ai testi più noti. Leggendo ci si rende conto sempre più che la sua opera omnia compone un mosaico in cui ogni pezzo è fondamentale: non mi stancherò mai di rileggerlo, di riflettere sui suoi testi, di osservare il paesaggio collinare e pensare alle sue parole. In fondo l’ho già detto più di una volta, non potrò mai sentirmi sazia nel ragionare di terra e di collina come (e con) Pavese.
Un tema simile l’ho poi riscontrato nella lettura successiva, quella che mi chiamava da mesi poiché nei suoi confronti sentivo di avere una sorta di affinità e difatti non mi sbagliavo: mi riferisco a Gli antropologi di Ayşegül Savaş. Te ne ho già parlato a lungo, se vuoi puoi rileggere qui il mio commento:
Vivere con gioia e nostalgia
Per un periodo della mia vita da lettrice non ho fatto altro che cercare narrazioni che mettessero in luce cosa volesse dire vivere sradicati dal proprio paese d’origine.
Altri mille impegni mi hanno sopraffatta ho dovuto mettere la lettura in pausa; unica consolazione, leggere un racconto di Pavese al mattino3. Lo scorso weekend ho finalmente cominciato il mio viaggio con i Mattoni Europei di Ilenia Zodiaco innamorandomi del giovane David Copperfield di Charles Dickens, le cui (dis)avventure mi terranno compagnia ancora per un po’, e ho letto, con il cuore in pena, Questo mio corpo di Sara Durantini. Ne ho scritto qui:
Oltre ai Racconti di Pavese e a David Copperfield, questa mattina ho cominciato anche la lettura dell’ultima uscita Utopia, La vita operosa di Massimo Bontempelli: ho scoperto l’autore lo scorso anno con La vita intensa4, di cui dovrebbe essere la prosecuzione ideale, dunque puoi immaginare con quanto entusiasmo attendessi questa uscita! Inoltre, tra le nuove uscite del periodo che non vedo l’ora di leggere e vorrei segnalarti: A Catania con Goliarda Sapienza. Come nasce una scrittrice di Lorena Spampinato (30 gennaio, Giulio Perrone Editore)5 e La santa degli altri di Anna Voltaggio (13 febbraio, Neri Pozza)6.
Mi sono dilungata già troppo, quindi sui film consigliati andrò velocissima! Tra i diversi film, vecchi e nuovi, visti ti consiglio: Paddington (Paul King, 2014) perché è semplicemente dolcissimo e divertente; Provaci ancora, Sam (Herbert Ross, 1972) perché divertente, nevrotico e cinematografico; Chiedimi se sono felice (Ado Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti e Massimo Venier, 2000) è un rewatch che bisognerebbe fare ogni tanto per ricordarsi che le commedie italiane perfettamente calibrate tra comicità (mai volgare!) e cinema esistono; La Grazia (Paolo Sorrentino, 2026) perché è enigmatico e bellissimo, e poi la coppia Sorrentino-Servillo è sempre vincente.
PS. Grazie mille per tutto l’amore che ha ricevuto (e continua a ricevere) l’articolo su Il giovane Holden: te ne sono davvero grata. ♡
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Dalla bolla è tutto, ci ritroviamo a febbraio. ♡
Questo era anche tra i buoni propositi del 2025 e, per quanto abbia fatto dei grandi progressi, non l’ho ancora portato a termine: guidare è la mia balena bianca, ma con pazienza e costanza so di poterci riuscire.
Amo leggere libri tristi, credo l’abbia notato anche tu! Tuttavia sono di natura incline alla tristezza e la fine delle vacanze, con il paese che torna a svuotarsi e gli affetti che si allontanano, mi intristisce sempre.
Te l’ho già raccontato: non sono in grado di fare colazione senza leggere, è un’abitudine! Per questo ho sempre in lettura (anche) racconti oppure libri dai capitoli molto brevi da poter leggere anche in 5-10 minuti, letteralmente il tempo di un caffè.
Se mi conosci anche soltanto un pochino sai quanto Goliarda Sapienza sia fondamentale per me, dunque puoi immaginare la mia gioia!
Di Anna Voltaggio lessi i racconti contenuti in La nostalgia che avremo di noi per Universo Letterario (qui l’articolo) e mi aveva colpito la sua penna! Sono molto curiosa di leggere il suo romanzo.






