Uno dei buoni propositi del 2025 era quello di essere costante con questa newsletter1, inviandone una al mese per almeno un anno: finalmente posso dire di esserci riuscita e non era mica scontato, mi conosco bene! Ammetto che ci sono stati mesi in cui scriverla è stato semplicissimo e divertente, a momenti curativo, altri invece in cui ero tentata di desistere e lasciar perdere ritrovandomi a scriverle poche ore prima dell’invio. Una cosa che mi lascia sorpresa, alla luce di quello che ho appena detto e che ho letto dal sondaggio che ti ho inviato un mesetto fa, è che una delle più apprezzate è stata proprio una di quelle che non avrei voluto scrivere: lascio a te il gusto di indovinare quale.
Adesso bando alle ciance e tiriamo le somme del 2025.
Letture
Quest’anno ho letto 63 libri, cinque in meno rispetto all’anno scorso, ma più corposi a giudicare dalle pagine lette secondo Goodreads. Al momento sto leggendo Bambini nel tempo di Ian McEwan, sono arrivata circa a metà e credo proprio sarà impossibile terminarlo prima della mezzanotte, quindi resta fuori dal conteggio. Le letture migliori, in ordine cronologico, queste qui:
Dietro la porta, Giorgio Bassani (1964)
Durante i primi giorni di gennaio mi è capitato in biblioteca questo breve romanzo di Bassani: un mesetto prima avevo letto, entusiasta, Il giardino dei Finzi-Contini (qui il post) dunque non potevo che esserne incuriosita. Per me che ho un debole per i racconti di formazione in prima persona Dietro la porta è il titolo perfetto di Bassani:
La valle dell’Eden, John Steinbeck (1952)
Nonostante continui a considerare Furore il vero capolavoro dell’autore statunitense, non potevo non inserire La valle dell’Eden (qui il post) tra le letture migliori del 2025. Un viaggio d’ampio respiro durato un paio di mesi che mi ha restituito il piacere della lettura lenta.
Niente di nuovo sul fronte occidentale, Erich Maria Remarque (1928)
Denso, necessario. Remarque racconta con chiarezza le vicende della prima guerra mondiale dal punto di vista dello sconfitto, del cattivo: un giovane soldato tedesco a cui della guerra importa meno che niente. Eppure alla Storia non si può sfuggire e la possibilità di redenzione è abbastanza distante. Qui il post in cui ho provato a raccontarlo.
Cassandra a Mogadiscio, Igiaba Scego (2023)
L’autofiction di Igiaba Scego, in lizza per il premio Strega del 2024, l’ho scovata in una splendida libreria di Ferrara (qui). Mi ha distrutta. Non mi si scrolla di dosso nonostante siano trascorsi mesi ormai dalla lettura, mi ha lasciato uno squarcio che non si cicatrizza. In quanto italiani, io credo, dovremmo leggerlo tutti. Conclusa la lettura ho sentito il bisogno di rifletterci su, ho tentato di farlo qui:
Gente nel tempo, Massimo Bontempelli (1937)
Bontempelli l’ho scoperto a marzo con La vita intensa ed è stato un vero e proprio colpo di fulmine (qui il post in cui puoi assaggiare il gusto squisito della sua prosa!). Non molto tempo dopo sono tornata tra le sue parole con il romanzo Gente nel tempo: visionario. Puoi leggere la recensione in questo articolo su Universo Letterario.
Racconti, Francis Scott Fitzgerald
Letti nell’edizione Universale Economica Feltrinelli del 2013 dopo la lettura, magnifica, di Al di qua del Paradiso (qui il post). Devo davvero spiegare perché un gigante come Fitzgerald sia in questa lista?
Il mare non bagna Napoli, Anna Maria Ortese (1953)
Anna Maria Ortese con questa raccolta mi ha stregata. Sarà che le narrazioni su Napoli mi fanno sempre un effetto particolare, come di risveglio da un sonno ancestrale, sarà che la prosa di Ortese mi ha conquistata per la sua eleganza e il forte appiglio verso ciò che è reale: Il mare non bagna Napoli, per me, è un diamante della letteratura italiana del Novecento e ho provato a raccontarlo qui:
Le correzioni, Jonathan Franzen (2001)
L’ho acquistato a maggio in una meravigliosa libreria indipendente a Potenza (qui) in cui c’è anche una sezione dedicata all’usato: all’edizione con la costina azzurra non so dire di no, poi questo titolo sapevo fosse considerato un cult. Ad agosto ho iniziato a leggerlo: le primissime pagine le ho trovate un po’ respingenti, soprattutto dal punto di vista stilistico, poi Alfred mi ha incantata: uno dei migliori personaggi di sempre (ma ho amato tutta la famiglia Lambert)! Ecco il reel, un po’ lunghetto, in cui ne parlo:
Un giorno tutti diranno di essere stati contro, Omar El Akkad (2025)
Il saggio-memoir di El Akkad mi ha aiutata ad allenare lo sguardo, a pormi le domande giuste, a farmi guardare un po’ più in là. Una lettura letteralmente necessaria e preziosa, illuminante.
Dio di illusioni, Donna Tartt (1992)
Una settimana di lettura che mi è sembrata allo stesso tempo un giorno, per la voracità con cui l’ho letto, e un mese, per la goduria della narrazione che ancora oggi ho ben impressa. Non mi aspettavo di innamorarmi di Donna Tartt, e invece è accaduto. Puoi leggere le mie considerazioni in merito qui, qui e qui.
Film
Il 2025 è stato l’anno in cui ho recuperato buona parte della filmografia di Woody Allen, uno dei registi che, nel bene e nel male, mi hanno fatto appassionare al cinema; quest’anno ha compiuto 90 anni e tante piattaforme hanno proposto le sue prime opere per fortuna!. Il regista di cui mi sono innamorata quest’anno? Quel genio di Wong Kar-Wai.
Ecco qui una lista dei film che ho amato di più quest’anno:
Boy, Taika Waititi (2010);
In the mood for love, Wong Kar-Wai (2000);
Chungking express, Wong Kar-Wai (1994);
Settembre, Woody Allen (1987);
Un’altra donna, Woody Allen (1988);
Bananas, Woody Allen (1971);
Harry a pezzi, Woody Allen (1997);
Divorzio all’italiana, Pietro Germi (1961);
Empire of light, Sam Mendes (2022);
La ragazza del punk innamorato, John Cameron Mitchell (2017);
La persona peggiore del mondo, Joachim Trier (2021);
Harry ti presento Sally, Rob Reiner (1989).
Cose belle
Infine, alcune cose belle accadute nel 2025 che voglio condividere con te:
sono diventata autrice per LuciaLibri a partire da maggio (qui puoi leggere i miei articoli) ed entrare a far parte di questo team mi ha reso davvero orgogliosa e felice;
tramite Instagram (questo il mio profilo) ho collaborato con diverse realtà editoriali e resto sempre sbalordita dalla stima e dalla fiducia: grazie mille!
siamo cresciuti tantissimo nell’ultimo anno: non mi piace parlare di numeri, ma sappiate che ogni persona in più che sceglie di stare nella bolla con me è un dono preziosissimo: se posso fare tutto questo (e tentare altri progetti che, prometto, arriveranno) è grazie al sostegno e all’apprezzamento che sento ogni giorno. Un abbraccio fortissimo ad ognuno di voi;
nell’ultima metà dell’anno mi è capitata un’occasione incredibilmente meravigliosa che mi ha messa di fronte alle mie paure più grandi. Esiste un verbo in greco antico che definisce bene come mi sento da ormai sei mesi – e come sicuramente continuerò a sentirmi ancora per un po’ – ed è θαυμάζειν (taumàzein) che letteralmente indica il meravigliarsi, ma contiene in sé una particolare sfumatura di significato: stupore e terrore. Mi è già capitato in passato di provare questa sensazione e il risultato è stato, ed è tutt’ora, una splendida, sana, longeva storia d’amore. Chissà questa volta cosa accadrà.
Grazie per la tua presenza nel 2025.
Dalla bolla è tutto, ci ritroviamo a gennaio.
Buon 2026! ♡
Una precisazione: scrivo e compaio nella tua casella di posta elettronica da due anni ormai, tuttavia è soltanto un anno che ho creato una newsletter sul serio, ovvero tutti gli articoli catalogati come Dalla bolla #n. In questi, infatti, sono elencate le novità del mese trascorso, tra riflessioni personali, letture, film, ecc.: è stato un esperimento per me che ho sempre considerato substack più come un blog. A giudicare dal sondaggio, Dalla bolla #n è piaciuto, quindi continuerà ad esserci anche nel 2026 (ma se hai considerazioni da fare, puoi scrivermi nei commenti o rispondere a questa mail, inoltre ti ricordo che il sondaggio è anonimo!).










